Green Research & Design
 
 

I rifugi alpini costituiscono una delle strutture di ricezione turistica più profondamente inserite in un contesto ambientale naturale. Proprio questa particolare collocazione, pittoresca ma assai delicata, rende particolarmente complesso garantire i necessari approvvigionamenti, quali quello energetico e idrico. Il CAI (Club Alpino Italiano) fedele alla sua finalità di diffondere l’interesse per i territori montani, promuovendo una cultura di sviluppo, ma allo stesso tempo di rispetto degli stessi, con la crescita dei visitatori in quelle che sono ormai divenute delle vere e proprie “case di montagna”, ha incentivato una serie di interventi pilota di riqualificazione nei settori della produzione di energia elettrica, smaltimento reflui e potabilizzazione dell’acqua riducendo o azzerando l’utilizzo di gruppi elettrogeni alimentati da combustibile fossile. Ciò significa non solo ridurre le emissioni di gas serra, ma anche un minore inquinamento acustico, grazie alla riduzione dei passaggi dell’elicottero, unico mezzo con cui spesso è possibile effettuare gli approvvigionamenti di carburante in zone tanto splendide quanto impervie.

I primi interventi di attivazione di impianti fotovoltaici risalgono al 1984 e hanno ottenuto importati risultati, tali che oggi circa il 70% delle strutture è equipaggiato in quest’ottica. Il progetto CAI ENERGIA 2000, nato dalla passione per la montagna ed dall’impegno di Franco Bo, consigliere del CAI Centrale, grazie anche al determinante apporto della Comunità Europea e delle Regioni Veneto, Piemonte e Valle d’Aosta ha mosso ulteriori passi per la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nell’ambito di interventi di ristrutturazione di 16 rifugi localizzati in Veneto, 10 in Piemonte e 10 in Valle d’Aosta.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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